
Ecopsicologia
Uno dei percorsi che con sempre maggiore coinvolgimento e interesse personale mi guida alla ricerca di me stesso, della mia identità, dei valori della vita e nella difesa dell'ambiente è quello eco- psicologico.
Cosa è l’ecopsicologia? La sua definizione può essere racchiusa in questo pensiero: L'ecopsicologia è un nuovo campo d'azione e di ricerca che riconosce alla natura un ruolo fondamentale non solo per l'equilibrio fisico, ma anche psicologico e spirituale dell'individuo.
L’uomo è parte integrante ed indissolubile con la natura. L’ecopsicologia è il percorso che ci aiuta a recuperare il legame più profondo, quello più vero, che abbiamo con essa, un legame emotivo. Nel corso degli ultimi decenni, la storia dell’uomo ha intrapreso un cammino che ci ha fatto perdere il legame con la terra, con le nostre radici ancestrali, portandoci ad una inevitabile crisi spirituale, psicologica ed ecologica. Recuperare questo contatto, il dialogo con se stessi, con il mondo che ci circonda, può dare un senso e delle ragioni importanti alla nostra vita, alla nostra presenza su questo Mondo, può aiutarci a vivere in maniera più armoniosa e consapevole. L’Ecopsicologia, è uno strumento di conoscenza ed approfondimento psicofilosofico che ci può far sentire liberi, cittadini di un universo più allargato, senza confini. Dobbiamo in sintesi perseguire la ricerca di un miglior rapporto tra il mondo interiore e l’ambiente esterno, riscoprendo il legame che lega indissolubilmente questi due mondi. Il legame che ci lega , che lega la nostra vita , la nostra coscienza, il nostro modo di essere con i luoghi in cui viviamo è più profondo di quanto generalmente pensiamo. Il nostro corpo la nostra mente, le nostre azioni sono fortemente legate alla natura, condizionate dall'ambiente in cui viviamo, da ciò la necessità di vivere in maggiore armonia con esso, per vivere di conseguenza meglio con se stessi e gli altri. Il male, le offese che possiamo portare al mondo fisico, alterandone gli equilibri, si ripercuote come conseguenza inevitabile, catastrofica su noi stessi, mettendo in crisi la nostra vita, fisica e spirituale, creando al contempo un danno ecologico irrimediabile.
L’incontro tra natura e psiche, la congiunzione di due scienze, psicologia ed ecologia concorre in maniera mirabile a guarire non solo i mali dell’animo, ma anche a quelli fisici dell’uomo e le alterazioni degenerative della terra.
Da un convegno promosso nel 2006, in Italia, in Val D’Aosta, a cui hanno partecipato cinquanta rappresentanti da svariate nazioni del mondo è emerso una definizione di questa nuova scienza che potremmo riassumere nelle seguenti righe, scritte da Marcella Danon:
L'ecopsicologia non è un sistema chiuso di tecniche o procedimenti, è una direzione che partendo da alcuni presupposti di base invitano i singoli individui in qualsiasi ambito essi lavorino o operino di attivarsi e mettere in atto strategie e iniziative concrete per un risveglio individuale e poi planetario di un senso di compartecipazione al pianeta. I presupposti sono quelli sottolineati nel manifesto di EES, European Ecopsychology Society.
-Autoconoscenza e autoaccettazione come base per una relaziona matura e creativa con il prossimo.
-Apertura al dialogo e all'incontro con il diverso per l'elaborazione di strategie efficaci di convivenza e sinergia.
-Consapevolezza delle implicazioni sociali, economiche, spirituali e ambientali delle proprie scelte di consumo e di stile di vita
-Ampia visione dell'essere umano, riconosciuto nelle sue componenti fisiche, emotive, cognitive e spirituali; coerentemente con la psicologia del profondo, la psicologia umanistico-esistenziale e la psicologia transpersonale
-Fiducia nelle potenzialità di crescita e autorealizzazione dell'individuo e nella sua fondamentale libertà, creatività e responsabilità
-Capacità di relazione ed empatia, a tutti i livelli, sensibilità nei confronti dell'ambiente naturale come intrinsecamente vivo e degno di rispetto
-Visione sistemica della realtà e consapevolezza delle interrelazioni a tutti i livelli, corpo-mente, pensiero-azione, individuo-società, società-ambiente
-Pensiero libero e autonomo, capace di riconoscere le manipolazioni indotte da media e di non indulgere passivamente in luoghi comuni e generalizzazioni
Attenzione nei confronti di culture altre, nel tempo e nello spazio, senza preclusioni o pregiudizi "Noi siamo la Terra!" è stato chiamato questo primo convegno. "Noi siamo la terra" è il messaggio che solo, può smuovere una umanità lacerata tra una visione antropocentrica - "il mondo è nostro, è stato creato per noi" - e una all'estremo opposto - "noi siamo i parassiti di questo bel pianeta" - per trovare invece una sintesi su un piano più alto in cui l'essere umano si riconosce punta di diamante di tutto il processo della creazione, e di essere così in azione in nome di tutta la creazione e non solo della specie homo sapiens sapiens. Noi non siamo "venuti al mondo" - ha affermato nella sua esposizione in video preparata appositamente per questo incontro il prof. Sutton Chard - ecopsicologo statunitense - ma siamo "venuti dal mondo", e la materia dei nostri corpi è la stessa non solo di quella del nostro pianeta ma anche di tutto l'universo. Ritrovando il senso di connessione, compartecipazione e responsabilità nei confronti di tutto quanto gira insieme a noi attorno al Sole non solo troviamo il senso più profondo della nostra vita, ma cominciamo immediatamente a manifestare un atteggiamento diverso nei confronti di animali, piante e ambienti naturali e non, scopriamo la grande libertà che abbiamo, di essere soli e persi o parte di qualche cosa di più grande in cui ognuno di noi può dare un suo contributo unico e insostituibile.Il messaggio è quindi uno: svegliamoci a ciò che siamo, figli della Terra al servizio della Vita!
Uno dei percorsi che con sempre maggiore coinvolgimento e interesse personale mi guida alla ricerca di me stesso, della mia identità, dei valori della vita e nella difesa dell'ambiente è quello eco- psicologico.
Cosa è l’ecopsicologia? La sua definizione può essere racchiusa in questo pensiero: L'ecopsicologia è un nuovo campo d'azione e di ricerca che riconosce alla natura un ruolo fondamentale non solo per l'equilibrio fisico, ma anche psicologico e spirituale dell'individuo.
L’uomo è parte integrante ed indissolubile con la natura. L’ecopsicologia è il percorso che ci aiuta a recuperare il legame più profondo, quello più vero, che abbiamo con essa, un legame emotivo. Nel corso degli ultimi decenni, la storia dell’uomo ha intrapreso un cammino che ci ha fatto perdere il legame con la terra, con le nostre radici ancestrali, portandoci ad una inevitabile crisi spirituale, psicologica ed ecologica. Recuperare questo contatto, il dialogo con se stessi, con il mondo che ci circonda, può dare un senso e delle ragioni importanti alla nostra vita, alla nostra presenza su questo Mondo, può aiutarci a vivere in maniera più armoniosa e consapevole. L’Ecopsicologia, è uno strumento di conoscenza ed approfondimento psicofilosofico che ci può far sentire liberi, cittadini di un universo più allargato, senza confini. Dobbiamo in sintesi perseguire la ricerca di un miglior rapporto tra il mondo interiore e l’ambiente esterno, riscoprendo il legame che lega indissolubilmente questi due mondi. Il legame che ci lega , che lega la nostra vita , la nostra coscienza, il nostro modo di essere con i luoghi in cui viviamo è più profondo di quanto generalmente pensiamo. Il nostro corpo la nostra mente, le nostre azioni sono fortemente legate alla natura, condizionate dall'ambiente in cui viviamo, da ciò la necessità di vivere in maggiore armonia con esso, per vivere di conseguenza meglio con se stessi e gli altri. Il male, le offese che possiamo portare al mondo fisico, alterandone gli equilibri, si ripercuote come conseguenza inevitabile, catastrofica su noi stessi, mettendo in crisi la nostra vita, fisica e spirituale, creando al contempo un danno ecologico irrimediabile.
L’incontro tra natura e psiche, la congiunzione di due scienze, psicologia ed ecologia concorre in maniera mirabile a guarire non solo i mali dell’animo, ma anche a quelli fisici dell’uomo e le alterazioni degenerative della terra.
Da un convegno promosso nel 2006, in Italia, in Val D’Aosta, a cui hanno partecipato cinquanta rappresentanti da svariate nazioni del mondo è emerso una definizione di questa nuova scienza che potremmo riassumere nelle seguenti righe, scritte da Marcella Danon:
L'ecopsicologia non è un sistema chiuso di tecniche o procedimenti, è una direzione che partendo da alcuni presupposti di base invitano i singoli individui in qualsiasi ambito essi lavorino o operino di attivarsi e mettere in atto strategie e iniziative concrete per un risveglio individuale e poi planetario di un senso di compartecipazione al pianeta. I presupposti sono quelli sottolineati nel manifesto di EES, European Ecopsychology Society.
-Autoconoscenza e autoaccettazione come base per una relaziona matura e creativa con il prossimo.
-Apertura al dialogo e all'incontro con il diverso per l'elaborazione di strategie efficaci di convivenza e sinergia.
-Consapevolezza delle implicazioni sociali, economiche, spirituali e ambientali delle proprie scelte di consumo e di stile di vita
-Ampia visione dell'essere umano, riconosciuto nelle sue componenti fisiche, emotive, cognitive e spirituali; coerentemente con la psicologia del profondo, la psicologia umanistico-esistenziale e la psicologia transpersonale
-Fiducia nelle potenzialità di crescita e autorealizzazione dell'individuo e nella sua fondamentale libertà, creatività e responsabilità
-Capacità di relazione ed empatia, a tutti i livelli, sensibilità nei confronti dell'ambiente naturale come intrinsecamente vivo e degno di rispetto
-Visione sistemica della realtà e consapevolezza delle interrelazioni a tutti i livelli, corpo-mente, pensiero-azione, individuo-società, società-ambiente
-Pensiero libero e autonomo, capace di riconoscere le manipolazioni indotte da media e di non indulgere passivamente in luoghi comuni e generalizzazioni
Attenzione nei confronti di culture altre, nel tempo e nello spazio, senza preclusioni o pregiudizi "Noi siamo la Terra!" è stato chiamato questo primo convegno. "Noi siamo la terra" è il messaggio che solo, può smuovere una umanità lacerata tra una visione antropocentrica - "il mondo è nostro, è stato creato per noi" - e una all'estremo opposto - "noi siamo i parassiti di questo bel pianeta" - per trovare invece una sintesi su un piano più alto in cui l'essere umano si riconosce punta di diamante di tutto il processo della creazione, e di essere così in azione in nome di tutta la creazione e non solo della specie homo sapiens sapiens. Noi non siamo "venuti al mondo" - ha affermato nella sua esposizione in video preparata appositamente per questo incontro il prof. Sutton Chard - ecopsicologo statunitense - ma siamo "venuti dal mondo", e la materia dei nostri corpi è la stessa non solo di quella del nostro pianeta ma anche di tutto l'universo. Ritrovando il senso di connessione, compartecipazione e responsabilità nei confronti di tutto quanto gira insieme a noi attorno al Sole non solo troviamo il senso più profondo della nostra vita, ma cominciamo immediatamente a manifestare un atteggiamento diverso nei confronti di animali, piante e ambienti naturali e non, scopriamo la grande libertà che abbiamo, di essere soli e persi o parte di qualche cosa di più grande in cui ognuno di noi può dare un suo contributo unico e insostituibile.Il messaggio è quindi uno: svegliamoci a ciò che siamo, figli della Terra al servizio della Vita!





Questo libro muove da una critica radicale all'ideologia dello sviluppo e della crescita economica e si propone come un accessibile manuale di introduzione al concetto e alla pratica della decrescita. È quindi animato da una chiara intenzione pedagogica che lo rende accessibile e "leggero" pur toccando tutti i campi della conoscenza, tutti gli angoli di visuale del problema: materiali, psicologici, sociali, economici, tecnici, poetici e politici.
Quella del viaggio è una dimensione della nostra vita che storicamente ha sempre avuto un valore profondo e simbolico, ma che oggi quasi come un’abitudine, rischia di perdere significato, per assumere come unico scopo lo svago e del divertimento. In realtà viaggiare è un esercizio costante per avvicinarsi il più possibile alla molteplicità che ci circonda, approfittando del particolare stato psico-fisico che si viene a creare quando ci mettiamo in movimento. Non è strettamente indispensabile affrontare itinerari insoliti o partecipare in prima persona a un cosiddetto «viaggio responsabile» per accedere a tali risorse. Quello che serve è piuttosto voler imparare da ciò che gli altri possono offrire con le loro vite condotte altrove, sforzarsi per superare i nostri limiti, saper ascoltare e vedere con occhi diversi e pieni di curiosità. In questo senso viaggiare offre a ciascuno di noi una conoscenza di sé e delle proprie risorse che altrimenti non potremmo sperimentare. Con ironia e passione, confrontandosi con chi ha fatto del viaggio la propria scelta di vita, Christian Carosi ci racconta l’arte del viaggiare oggi e ci aiuta a preparare il bagaglio culturale e mentale essenziale per «partire con il piede giusto», senza dimenticare consigli e indicazioni di carattere pratico.Con le testimonianze di Ettore Mo, Giovanni Soldini e Arianna Dagnino.

